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Conclusioni del Progetto

 

Il 22 Maggio 2007 si è concluso il progetto di educazione alla salute “Tu vuoi fare l’americano? Oggi così domani chissà” promosso dall’Istituto comprensivo F. De Sanctis Di Moiano.

Il progetto, nato da un’indicazione del Ministero della Pubblica Istruzione, ha visto coinvolta non solo la scuola (alunni e docenti) ma anche le famiglie e diverse realtà territoriali.

Cittadinanza Attiva ha partecipato attivamente al progetto, in considerazione della sua rilevanza sociale, attraverso l’organizzazione del convegno formativo per genitori e docenti, sui prodotti di nicchia.

A conclusione dei lavori riteniamo interessante pubblicare le risultanze delle indagini effettuate perché hanno riguardato una parte considerevole della nostra comunità, cercando di capire quali sono le  abitudini alimentari dei ragazzi moianesi e soprattutto se sono giuste.

A tal proposito abbiamo raccolto, in una intervista, le dichiarazioni del  Dott. Bruno Ciaramella, responsabile scientifico del progetto, il quale cortesemente ha fornito  anche una documentazione grafica sull’argomento.

 Dott. Ciaramella com’e nata l’idea del progetto?

All’inizio dell’anno il Ministero della Pubblica Istruzione ha inviato alle scuole di tutte le  Regioni, tramite gli Uffici scolastici regionali, l’invito ad elaborare un progetto di educazione alimentare.

I migliori progetti avrebbero potuto contare anche su un finanziamento che facesse fronte alle invitabili spese.

  Com’è andata?

Il progetto elaborato dall’Istituto Comprensivo ha avuto un’ottima valutazione classificandosi al secondo posto nella regione Campania, rientrando perciò fra quelli finanziati

 Ci dice qualcosa sul progetto? Chi erano i destinatari e quali gli obiettivi?

I destinatari principali erano ovviamente gli alunni ma il progetto è stato pensato per poter coinvolgere anche i docenti le famiglie e realtà territoriali.

Il problema principale è stato proprio definire quali alunni coinvolgere in quanto l’Istituto Comprensivo accoglie alunni dalla scuola dell’infanzia fino a quelli della scuola secondaria comprendenti la comunità di Moiano, Luzzano e Bucciano.

L’eterogeneità del campione e la distribuzione in plessi diversi ha posto non poche difficoltà sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista delle tecniche didattiche che dovevano essere necessariamente adeguate all’età.

Alla fine si è deciso di coinvolgere solo le ultime due classi (IV e V) delle scuole primarie e tutte e tre delle scuole secondarie.

 Come si è articolato l’intero progetto?

L’intero progetto è stato diviso in due grossi momenti: uno formativo e uno conoscitivo.

Il momento formativo aveva lo scopo di fornire i principi di una sana alimentazione, di un corretto stile di vita e le conoscenze relative alle conseguenza di errati stili alimentari.

Anche se con linguaggi e metodologie diverse questa fase ha interessato gli alunni, le famiglie e i docenti.

Nella fase formativa sono stati toccati aspetti anche particolari e di drammatica attualità come i disturbi del comportamento alimentari avvalendoci della consulenza della Dott.ssa Anna Izzo psicoterapeuta esperta in disturbi del comportamento alimentare.

La fase formativa oltre ad espletarsi con incontri con esperti è proseguita, per gli alunni, anche con approfondimenti sui diversi aspetti della alimentazione a seconda delle diverse discipline studiate a scuola sicché tutte i docenti sono stati coinvolti, ciascuno per le proprie competenze.

 L’aspetto conoscitivo era teso a valutare lo stato nutrizionale degli alunni (con particolare riferimento alla distruzione del peso: normopeso, soprappeso, obesità) e il loro stile di vita (alimentare e attività fisica in particolare).

A tal fine agli alunni è stato fornita una scheda sulla quale dovevano indicare, in assoluto anonimato il peso e l’altezza e dovevano riportare i consumi alimentari di tre giorni.

Alle famiglie veniva consegnata una scheda sulla quale i genitori dovevano indicare la frequenza del consumo dei principali cibi così come il tempo speso per l’attività fisica o, al contrario, di sedentarietà.

 Qual è stata la partecipazione?

Su un totale di 315 alunni potenzialmente coinvolti (figura 1) hanno riconsegnato le schede 248 pari ad una “fuga” del 22%.

 La percentuale di chi non ha partecipato sembra piuttosto alta.

In effetti lo è; quasi un alunno su 4 non ha partecipato.

Ciò significa che una percentuale piuttosto alta di famiglie non ha ritenuto importante il progetto o, forse che, come responsabili, non siamo riusciti a far comprendere l’importanza degli argomenti trattati.

E’ comunque un dato che ci ha indotti a delle profonde riflessioni sul ruolo della scuola e sulle metodologie da adottare per arrivare anche alle famiglie più distanti.

 Ci parli dei risultati. Com’è la situazione relativamente all’obesità e soprappeso?

A dire il vero i risultati mi hanno sorpreso molto, in quanto in controtendenza rispetto ai dati non solo nazionali ma anche campani e persino rispetto ad analoghi studi epidemiologici fatte in altre scuole beneventane.

In particolare, come si può anche vedere dalla figura 2, mentre in Italia su 100 ragazzi 34 sono soprappeso e 9 sono obesi  e in Campania 39 sono soprappeso e 11 sono obesi, su 100 ragazzi dell’Istituto comprensivo 18 sono soprappeso e 6,5 sono obesi.

Questi sono valori medi, per i particolari relativi alla distribuzione del peso in base all’età e al sesso si può far riferimento alla figura 3 ed alla figura 4.

 E per quanto riguarda le abitudini alimentari?

Relativamente a questo aspetto lo studio era teso a valutare l’apporto calorico e la qualità dell’alimentazione.

Per quanto riguarda il primo aspetto i dati indicano che l’apporto calorico è mediamente elevato per tutte le fasce di età rispetto ai livelli raccomandati e questo andamento è prevalente nelle ragazze che risultano essere anche più sedentarie rispetto ai loro coetanei maschi che generalmente svolgono anche più attività fisica.

 E per quanto riguarda l’aspetto qualitativo dell’alimentazione, quali sono stati i più frequenti errori alimentari osservati?

I più frequenti errori alimentari rilevati sono stati i seguenti:

1) eccessiva introduzione di proteine specie animali con scarsa introduzione di legumi (fonti anch’essi di proteine).

2) Elevata introduzione di lipidi con prevalenza di acidi grassi saturi (es. merendine, salumi, ecc..) a discapito di quelli insaturi (es. pesce, olio di oliva, ecc..).

3) Scarso apporto di fibre (verdura, frutta).

3) Apporto di glucidi qualitativamente scorretto (eccesso di glucidi semplici come bevande zuccherate, merendine, ecc…).

 E invece per l’aspetto quantitativo?

Oltre all’eccessivo apporto calorico, cui accennavo in precedenza, previsto per l’età, Uno degli errori più frequenti è la maldistribuzione delle calorie, con alcuni pasti completamente aboliti e altri eccessivamente calorici

 Può farci qualche esempio?

Una elevata percentuale di ragazzi non fa colazione al mattino.

Questo è un momento molto importante della giornata in cui dovrebbero essere assunte circa il 15% delle calorie complessive della giornata (vedi anche fig. 5)

Al contrario è elevatissima la percentuale dei ragazzi che fa degli spuntini eccessivamente calorici: ben 500 calorie per spuntino contro le 100-150 calorie previste. (figure 6, 7, 8, 9)

  Prima accennava alle conseguenze di un stile alimentare non adeguato. Cosa può dirci in proposito?

Tutti gli studi sono concordi nel ritenere che una scorretta alimentazione già nell’infanzia è correlata ad un aumento dell’incidenza nell’età adulta di obesità e malattie cronico-degenerative e che l’eccesso di peso ed errate condotte alimentari rappresentano un importante fattore di rischio per la salute. Chi aumenta di peso nel periodo precedente allo sviluppo ha poi moltissime difficoltà a dimagrire e a mantenere un peso corretto.

Le principali condizioni associate all’eccesso di peso e ad errati stili alimentari sono:   tumori ipertensione arteriosa, diabete, iperlipidemia (colesterolo e trigliceridi) ed aterosclerosi infarto   ictus, calcoli, artrosi, insufficienza respiratoria.

 Anche i tumori possono essere causati da un’errata alimentazione?

Certamente. Le evidenze epidemiologiche sono concordi nel ritenere che fino al 35% dei tumori origina da errate abitudini alimentari

 Cosa possono fare i genitori per prevenire questi problemi per la salute, molti dei quali anche  gravi?

Di questo si è ampiamente dibattuto durante tutte le fasi del progetto. Il punto fondamentale è che i genitori hanno una responsabilità enorme nell’educare ad una corretta alimentazione e nel prevenire un eccesso di peso.

La fermezza con cui si proibisce ai figli di compiere azioni per loro pericolose, per esempio guidare un motorino senza indossare il casco, dovrebbe essere adottata nei confronti di cattive condotte alimentari.

Ovviamente con tutta la pazienza e la persuasione possibile.

Ma soprattutto dando per primi un corretto esempio.

 Qual è il suo giudizio complessivo sul progetto?

Si è trattato di un lavoro lungo e complesso che ha avuto il merito di mobilitare tutti i settori della scuola aprendosi alle famiglie e al territorio.

La partecipazione ai vari incontri non è stata sicuramente plebiscitaria ma compito della scuola è quello di formare/informare migliorando sempre più le metodologie per arrivare al più ampio numero possibile di famiglie.

 Vuole aggiungere qualcosa in conclusione?

Voglio ringraziare la scuola che mi ha individuato quale organizzatore e responsabile scientifico del progetto sperando di aver risposto adeguatamente alle aspettative.

In particolare ringrazio coloro che più attivamente hanno preso parte alla fase progettuale ed esecutiva del progetto la Professoressa Denza Vanda e Tiziana Stellato che mi hanno offerto una collaborazione instancabile.

Un ringraziamento a tutti i docenti coinvolti nel progetto che per ben due mesi hanno dovuto far conciliare il loro normale programma didattico con i tempi stretti ed incalzanti del progetto.

Un ringraziamento anche a tutti gli esperti esterni che ci hanno arricchito delle loro competenze e anche a Cittadinanza Attiva che si è fatta promotrice di un interessante approfondimento su alcune tipicità e potenzialità delle nostre terre.

Per concludere un ringraziamento particolare al Dirigente Dott. Luigi Tommaso Meccariello che da subito ha creduto nella bontà del progetto che ha sostenuto ed incoraggiato in ogni occasione.

 

 

 

 

 
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