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Il cittadino democratico attivo “Ci hanno fatto credere che la politica è sporcizia, o è lavoro per specialisti, e invece la cosa pubblica siamo noi stessi”. E’ con queste parole, scritte alla madre da un ragazzo di diciannove anni condannato a morte per aver scelto la Resistenza, che il Presidente Napolitano, nel suo messaggio di fine anno ha voluto invitare gli italiani a non allontanarsi dalla politica, a parteciparvi in tutti i modi possibili, a portarvi nuove idee, per migliorarla culturalmente e moralmente. “Non ci si può rinchiudere nel proprio orizzonte personale e privato, solo dalla politica possono venire le scelte generali di cui ha bisogno la collettività”: così ha detto il Presidente della Repubblica (Corriere della Sera - 21 gennaio 2007). E così diciamo noi di Cittadinanza Attiva. L’impegno civile di ogni singolo cittadino è necessario per raggiungere questo obiettivo e la stessa società ha bisogno, in tal senso, dell’apporto di ciascuno. E’ in gioco la democrazia. “..…Ma c’è una differenza importante tra due concetti di cittadino democratico attivo che sfugge alle teorie più ottimistiche. E’ cittadinanza nell’accezione positiva quando gruppi e organizzazioni di persone sviluppano insieme identità collettive, ne percepiscono gli interessi e formulano autonomamente richieste basate su di esse che poi girano al sistema politico. E’ attivismo nell’accezione negativa, protesta e accusa, quando lo scopo principale della discussione politica è vedere i politici chiamati a rendere conto, messi alla gogna e sottoposti a un esame ravvicinato della loro integrità pubblica e privata. Questa differenza trova un parallelismo stretto in due diverse concezioni dei diritti dei cittadini. I diritti positivi tendono a sottolineare la capacità dei cittadini di partecipare alla politica: il diritto al voto, il diritto di associarsi e organizzarsi, quello di essere informati al meglio. I diritti negativi sono quelli che proteggono l’individuo dagli altri e soprattutto dallo Stato: il diritto di citare in giudizio e il diritto alla proprietà. La democrazia ha bisogno di entrambi questi approcci alla cittadinanza, ma attualmente quello negativo è molto più al centro dell’attenzione. Un dato preoccupante, perché ovviamente è la cittadinanza in positivo a rappresentare le energie creative della democrazia…..”. Crouch C. Postdemocrazia. Casa Editrice Laterza 2003 Questo l’orientamento che daremo alle nostre attività nel nuovo anno. Cittadinanza Attiva ancora una volta vuole incidere sul tessuto sociale stimolando la riflessione e la presa di coscienza del proprio ruolo di cittadini. E perciò sulla scorta di tali principi saluta con interesse nuove iniziative provenienti anche da altre componenti della società civile moianese.
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